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Giorno 2-3, Moncalieri-Mondovì

Dopo la notte trascorsa in prossimità di un passaggio a livello, eccomi di nuovo pronto a partire.
Dopo aver ingrassato gli ingranaggi -cosa che avrei dovuto fare già tempo prima- e aver fissato bene le borse, ripartii.
La prima sera ho anche sistemato la sella, arretrandola di qualche centimetro e alzandola un po'. Scoprirò durante il resto della giornata che è colpa di una ragazza idiota e incompetente di un grosso negozio di ciclismo, che si è quasi compromesso il viaggio dell'anno scorso in Islanda e la salute del mio ginocchio. Maledetta. In realtà la colpa è stata mia, per non aver mai controllato e per non essermi mai informato.
Comunque.

Partii alle 9.30, un orario da idioti, considerato che già dalle 11 il sole alto nel cielo picchia come una mazza.
Preoccupatissimo per il ginocchio destro, ho tenuto per tutta la mattinata la media di 11 Km/h: una noia incredibile. Sicuramente questo è stato il tratto più noioso di tutto il viaggio: campi, caldo e niente di interessante da vedere.
Alle 12 pausa pranzo. Ero sotto un albero in un campo di grano. Al sole il termometro di bordo segnava 42C°, all'ombra 34. Mettersi in marcia sarebbe stato da pazzi, tuttavia...
Tuttavia come un imbecille verso le 15 salii di nuovo sulla bici perché durante tutta la mattinata ero riuscito a percorrere solamente una trentina dei Km che mi separavano dalla meta. Se fossi stato in un'altra situazione mi sarei potuto fermare dove e quando volevo ma avevo dato appuntamento a degli amici che mi avrebbero ospitato a Mondovì, da dove ora scrivo, nella loro cucina.


Ho pedalato per tutto il pomeriggio sotto un sole cocente, incontrando a volte, tratti di strada completamente bagnati da violenti acquazzoni che, per la cronaca, non ho mai incontrato, sfortunatamente aggiungerei...
Inspiegabilmente in alcuni momenti pioveva, la cosa strana è che né sopra, né a lato, né sotto di me c'erano nuvole o annaffiatoi dei campi; ma ora che ci penso questa potrebbe essere una spiegazione più che ragionevole.
Percorsi 60Km ero già stanco, senza allenamento riconosco che è dura mettersi in viaggio con circa 40Kg di carico. Quando scoprii che me ne mancavano ancora più di 30 di chilometri non sapevo se ce l'avrei mai fatta.
Arrivai a destinazione alle 20, dopo 7 ore in sella, stanco, sporco e incazzato. Incazzato a causa del vento contrario che mi ha sorpreso in valle.
Oggi, giorno 3 sono ancora qui, a sbrigare del lavoro e a riposarmi, visto che ho una bella casa in cui stare; se non è questa la libertà dove devo cercarla?
Esser costretto a continuare a pedalare per ricercare la libertà mentre mi sento libero nell'esser libero qui non sarebbe libertà, cos'è quindi la libertà?


Dati:
92Km percosi in 7 h in sella.
103Km da Torino
8h in totale in sella
2€: un litro d'acqua fresca


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