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| L'Africa da Gibilterra |
Non ho parlato molto dell'Europa. C'è poco da dire d'altronde.
L'altro giorno, mentre pedalavo, pensavo. Strano, ma in dieci ore in sella ogni tanto qualche pensiero scappa. Questo finisce qua. Da me a voi. Da una bici su una strada a 2000Km da casa a voi. Non c'è di che.
Pensavo che l'Europa è una terra facile; devo averlo detto anche ai ragazzi di BMradio che settimanalmente mi chiamano per sapere del mio viaggio, ma forse non ne ho spiegato le ragioni.
E' facile perché la gente è uguale a noi, mangiano come noi e vivono come facciamo noi. Siamo uguali nel camminare, nel vestire e perfino nel pensare. Non c'è modo di aver paura. Come si può aver paura di qualcosa che si conosce così bene?
Tutte le strade sono asfaltate, i supermercati puliti e con un sacco di roba esposta e, se hai un problema, la soluzione è vicina.
Questo mio pensiero, non è una perla di saggezza, ma è arrivato dopo anni di viaggio e dopo mesi sulla strada. Sembra facile a dirsi, ma da sentire è tutt'altra cosa.
La cosa più sorprendente è che mi è arrivato quando ancora non avevo messo piede fuori da Gibilterra. Ora che l'ho fatto, posso dire che ci avevo preso, e l'Europa mi sta iniziando a stare stretta. Ho voglia di Africa, di Asia, di Oceania. Di mondo. Quello in cui viviamo mi sembra finto, facile, per niente vero, ma...
Ma.
Africa.